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Un uomo e una donna, Josef ed Irena, si incontrano per caso mentre decidono di fare ritorno al loro paese natale che hanno abbandonato vent'anni prima scegliendo l'esilio forzato. Dopo una lunga assenza, i loro ricordi non si somigliano, posseggono delle sfaccettature differenti, antitetiche tra loro che simboleggiano l'opposizione tra presente e passato, reale ed irreale, vita e morte, noto ed ignoto, ritorno e partenza, il silenzio e caos.
Crediamo che i nostri ricordi possano coincidere con i ricordi delle persone che abbiamo amato in passato, crediamo di aver vissuto la loro medesima esperienza ma ci sbagliamo perche' il tutto si riduce a pura illusione e utopia.
L' ignoranza interpretata da Milan Kundera e' oblio cioè dimenticanza e mancanza di conoscenza di cio' che e' stato; l'uomo vive la sua esistenza dominato da questa condizione di dimenticanza, rifiutando di conoscerne le ragioni; possediamo tutti il nostro presente nella memoria ma ci rifiutiamo di ricordare e di riprenderlo totalmente.
Di cio' che e' il nostro passato non si ricorda che una minuta parentesi e solo coloro che come l'eroe del poema Omerico, Ulisse, fanno ritorno alla loro amata Itaca, possono contemplare da vicino abbagliati ed attoniti la Dea dell'Ignoranza, cio' che il tempo ha lasciato scorrere e la memoria ha voluto celare latente in se'.
Ecco come tra gli scrittori contemporanei solo Kundera (nato in Boemia) è riuscito a tramutare delle tematiche vertiginose come l'assenza, il ricordo della memoria, l'oblio, in materia romanzesca e orchestrare attraverso queste, una toccante polifonia.
Dall'antica lingua greca, Nostos significa ritorno mentre Algos significa sofferenza: nostalgia come sofferenza inappagata di ritorno alle proprie origini, alla propria terra natia, rimpianto del proprio legame sanguigno assente, posseduto da Ulisse come da Irena e Josef entrambi protagonisti del romanzo di Kundera sopra citato: l'Ignoranza. Alla luce di questa etimologia, la nostalgia appare come sofferenza a causa di ignoranza, di mancanza di ricordo, di assenza.
La nostalgia non intensifica l'attivita' della memoria, non aiuta a risvegliare i ricordi, è fine a se stessa, alla propria emozione in quanto, assorbita dalla sofferenza ed è il rimpianto che ci riporta alla consapevolezza di fugacita' della vita e al senso del carpe diem.
Articolo realizzato da:
Veronica Ferlito
veronica.ferlito@hotmail.it
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by: veronicaferlito
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Date: Thu, 2 Jul 2009
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