Tutti i tipi di mascherine devi conoscere

Il mercato propone una grande varietà di mascherine: è necessario conoscerle e saper distinguerle per capire quali sono le migliori da indossare.

Ormai le mascherine sono entrate a far parte della nostra vita di tutti i giorni, ed è questo il motivo per il quale è bene informarsi con attenzione a proposito delle principali peculiarità dei diversi modelli che si trovano in commercio. Le principali tipologie sono tre: le KN95, le N95 e le FFP2. In tutti e tre i casi si parla di mascherine filtranti che assicurano una protezione ottimale e che, ovviamente, hanno passato tutti i test scientifici a cui sono state sottoposte. Le loro caratteristiche sono simili anche dal punto di vista dell’efficacia filtrante, con una capacità superiore al 92%.

Le caratteristiche delle mascherine KN95

La certificazione delle mascherine KN95 è cinese: infatti, l’aspetto che distingue le tre tipologie di mascherine a cui ci stiamo riferendo è proprio la certificazione, che è strettamente correlata alla procedura che garantisce la capacità filtrante. Nel caso delle KN95, tale capacità è del 95%. L’efficacia della mascherina è stata attestata da una procedura che si basa sul regolamento GB2626-2006: esso contiene i requisiti tecnici che devono essere rispettati e segnala non solo i test che sono stati compiuti, ma anche le marcature dei respiratori che sono muniti di un filtro protettivo ad hoc grazie a cui l’aria può essere purificata rispetto a particelle pericolose.

Le caratteristiche delle mascherine N95

Le N95 perdono una K rispetto alle KN95 ma assicurano lo stesso livello di capacità filtrante, pari più o meno al 95%. In questo caso la certificazione non è cinese ma americana, e la disciplina di riferimento è rappresentata dalla Niosh-42CFR84. Il Niosh è un ente americano: il National Institute for Occupational and Safety Health. Esso si dedica alla certificazione del livello di efficacia dei dispositivi facciali filtranti.

Le caratteristiche delle mascherine FFP2

E arriviamo, infine, alle mascherine FFP2: mascherine filtranti facciali, come suggerisce la loro sigla (FFP sta, infatti, per Filtering Face Piece). Si tratta di dispositivi che vengono impiegati soprattutto in contesti in cui c’è un rischio di contagio elevato, grazie alla loro capacità di assicurare una notevole efficacia filtrante. La certificazione in questo caso è europea, e la capacità filtrante è di circa il 94%. La legge europea EN 149 del 2001, poi aggiornata al 2009, è quella che disciplina gli standard di riferimento per le mascherine FFP2, oltre che per le FFP1 e le FFP3. La norma in questione indica marcature, prove e requisiti per gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie.

Come scegliere la mascherina migliore

Tutti e tre i tipi di mascherine di cui abbiamo parlato servono a proteggersi rispetto a eventuali inalazioni di particelle nocive o infette. A cambiare è solo il tipo di test che vengono effettuati: ogni verifica prevede condizioni di prova e requisiti differenti. È legittimo chiedersi, a questo punto, quale sia la mascherina più indicata per difendersi dal virus, tenendo presente che esso viene veicolato dagli aerosol e dai droplets: questi ultimi rimangono nell’aria per un periodo di tempo limitato, mentre i primi, che non sono altro che particelle che rimangono in sospensione, restano nell’atmosfera per più tempo, essendo più leggeri. Di conseguenza è necessario essere consapevoli del livello di protezione offerto dalle mascherine nei confronti delle particelle liquide.

Perché privilegiare le mascherine FFP2

Prendendo in esame i parametri che sono stati adottati, le mascherine FFP2 si presentano come i dispositivi in grado di assicurare gli standard di affidabilità più elevati. Non tutti sanno che il sistema di certificazione europeo prevede l’impiego dell’olio di paraffina: si tratta di un inquinante liquido che viene adoperato per verificare il livello di efficacia delle mascherine rispetto a liquidi potenzialmente infetti e a inquinanti, come la polvere, allo stato solido. La normativa europea, inoltre, prevede una soglia di resistenza media meno elevata. Di conseguenza le FFP2 sono mascherine che assicurano una maggiore comodità e una durata superiore, dato che nel momento in cui vengono indossate non devono essere fonte di difficoltà respiratoria. Insomma, se si acquistano le mascherine FFP2 si può andare sul sicuro, visto che la normativa europea stabilisce le prove e i requisiti di tali dispositivi con la massima chiarezza.

Che cosa cambia tra una FFP2 e una FFP3

Ma che differenza c’è fra una mascherina FFP2 e una mascherina FFP3? Il livello di protezione che viene garantito dalle due tipologie è esattamente lo stesso. In tutti e due i modelli ci possono essere delle valvole, grazie a cui si può beneficiare di una respirazione migliore anche a distanza di ore. La filtrazione del 99% delle particelle non superiori a 0,6 μm da parte delle mascherine FFP3 è senza dubbio un dato positivo per queste mascherine, che vengono impiegate anche nel settore dell’industria chimica per la loro capacità di proteggere da particelle radioattive, cancerogene o tossiche.

La protezione offerta dalle FFP2

Una precisazione è doverosa: sul mercato vengono proposte anche le mascherine FFP1, che però contro il coronavirus sono inutili dal momento che non assicurano una protezione efficace rispetto agli agenti patogeni che si diffondono per via aerea. Con le FFP2, invece, si può essere protetti dai liquidi dannosi, dagli aerosol, dalle polveri e dal fumo. Esse sono impiegate di frequente nel settore metallurgico e in quello minerario, oltre che in tutti gli ambienti in cui l’aria presenta sostanze tali da causare alterazioni genetiche o comunque pericolose per la salute.

Le FFP3 contro il coronavirus

Anche le mascherine FFP3 sono efficaci contro il coronavirus. Nella maggior parte dei casi si tratta di modelli usa e getta, e quindi riportano la sigla NR: vuol dire non riutilizzabile. Se, invece, è presente la lettera R, la mascherina può essere impiegata più volte, proprio perché è riutilizzabile. Qualora si noti la presenza della lettera D, invece, si può essere certi del fatto che quel tipo di mascherina è stata sottoposta a un test di intasamento. Per i modelli usa e getta, la durata massima è di circa 10 ore.